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sugli (ultimi) luoghi di mozart a vienna!

Conoscete Mozart?
Forse sapete molto della sua vita, ma della sua morte...?

L’Austria per l’Italia Hotels con 9 hotel soci a Vienna e dintorni vi propone un itinerario originale nel cuore della città, nelle viuzze intorno al Duomo dove Mozart era di casa, per scoprire che...

  • si trasferì a Vienna all’età di 25 anni, e nei 10 anni trascorsi in città abitò in ben 11 appartamenti diversi
  • quelli a Vienna furono gli anni di maggior successo e fortuna, in cui arrivò a guadagnare per un solo concerto una cifra superiore al costo dell’affitto di un appartamento per un intero anno
  • Mozart era uno spendaccione che badava molto alle apparenze e in un’occasione si fece confezionare un abito con bottoni in pietre preziose per una cifra esorbitante
  • a causa di questo elevato tenere di via non sempre si poté permettere un appartamento al piano nobile degli edifici, e a volte non si poté proprio permettere l’affitto, se è vero che per questo motivo fu cacciato da una casa del Deutscher Orden
  • Mozart apparteneva ad una loggia massonica
  • le cause della morte del celebre compositore sono ancora avvolte dal mistero: morì davvero per una febbre reumatica, o fu avvelenato da un rivale in amore? O da un altro musicista? O bisogna dar retta alla voce che parla di un coinvolgimento della massoneria?
  • venne sepolto senza particolari onori in una tomba semplicissima, con altri morti, in un piccolo cimitero fuori città
  • il presunto teschio di Mozart si trova a Salisburgo
  • alla partitura originale del Requiem, lasciata incompiuta alla morte del compositore, manca un angolo, rubato durante l’Esposizione Universale del 1958

Per saperne di più, questo itinerario vi porta a scoprire quel che non immaginate del celebre musicista; tuffatevi nella Vienna dei suoi tempi!

SUGLI (ULTIMI) LUOGHI DI MOZART A VIENNA

Wolfgang Amadeus Mozart trascorse a Vienna gli ultimi dieci anni della sua vita, e nella capitale austriaca, a soli 35 anni di età e nel pieno del suo periodo di maggior successo e fortuna, morì. L’itinerario che vi proponiamo vi conduce in un’originale passeggiata nel centro di Vienna, il cuore pulsante della capitale oggi come ai tempi del grande compositore. Seguiremo le tracce di Mozart, che in questa zona era di casa, lo accompagneremo sui luoghi che lo hanno visto muoversi negli ultimi dieci anni della sua vita e anche oltre, nel suo ultimo viaggio nel Duomo di Santo Stefano fino al piccolo cimitero dove riposa.

un passo indietro

chi era mozart prima di trasferirsi a vienna?

Mozart nacque a Salisburgo nel 1756 e lì trascorse i primi 25 anni della sua vita; o almeno, trascorse a Salisburgo i periodi della sua vita in cui non era impegnato in tournée in giro per l’Austria o per l’Europa, una carriera che intraprese fin da piccolissimo. La celebrità di Mozart, infatti, nasce nei suoi primissimi anni di vita: Mozart è un bambino prodigio, capace di scrivere il suo primo componimento alla tenera età di 5 anni. Ma la sua popolarità è dovuta soprattutto alle tournée che intraprende con la sorella Nannerl, di poco più grande di lui: il piccolo Wolfgang Amadeus suona il pianoforte e la sorella il violino, sotto la guida del padre e maestro Leopold, a sua volta violinista e maestro di cappella a Salisburgo. Per rendere ancora il concerto più interessante e per sottolineare il genio del bambino, il padre lo fa spesso suonare alla cieca, cioè coi tasti del pianoforte coperti, oppure chiede al pubblico di scegliere un pezzo da suonare, che il piccolo esegue leggendo le note da un partitura mai vista né provata in precedenza.

Gli anni delle tournée ebbero sul giovane Mozart due effetti contrastanti ma ugualmente forti, che condizionarono la sua vita futura: da una parte, dato che a quei tempi le città erano spesso infestate da tifo e colera, Mozart fu sempre piuttosto malaticcio e il padre, appassionato di medicina ma non certo medico, lo curò con i rimedi ritenuti all’epoca più efficaci, e cioè ossa di mummia polverizzate (usate anche come cipria per donne e uomini, era la moda dell’epoca insieme alle parrucche) e prodotti contenenti sali; forse proprio a questi ultimi si dovette la scarsa crescita e la debole costituzione fisica del musicista, che anche da adulto non superò mai i 150 cm di altezza. D’altra parte, questi anni segnarono Mozart anche sotto un altro punto di vista: dopo aver tenuto concerti nelle più grandi città e corti europee, Salisburgo, che era a quel tempo niente più che una cittadina di provincia, gli stette sempre un po’ stretta, e a 25 anni decise di trasferirsi a Vienna.

mozart nella capitale austriaca

Mozart si trasferì a Vienna nel 1781, quando, con i suoi 200.000 abitanti, la città era una vera e propria metropoli. Nel corso dei suoi dieci anni a Vienna, Mozart cambiò ben 11 appartamenti, che per la maggior parte non si sono conservati fino ai giorni nostri: tuttavia, l’edificio in cui visse per più tempo esiste ancora e si trova al numero 5 della Domgasse, e ospita ora la MOZARTHAUS, o CASA DI MOZART, in pieno centro dietro al Duomo di Santo Stefano.

Nell’edificio che ospita la Casa di Mozart il compositore visse dal 1784 al 1787. Il suo domicilio era decisamente signorile: quattro camere, due camere più piccole e cucina, situate al primo piano, il cosiddetto Belle Etage, il piano più signorile e prestigioso, e dunque più costoso, dell’edificio (non sempre Mozart si poté permettere un appartamento così lussuoso: Una volta prese in affitto un appartamento di proprietà del Deutscher Orden, o Ordine Teutonico, un ordine di cavalieri e religiosi di lunghissima tradizione, ma dopo soli 2 mesi venne letteralmente buttato fuori, probabilmente perché non in grado di pagare l’affitto).

Mozart visse in questa casa nella Domgasse i suoi anni di maggior successo, in cui era un artista acclamato, aveva un giro di amici illustri e veniva invitato a numerosi concerti nelle case dei nobili. Proprio qui scrisse alcune delle sue composizioni migliori, fra cui “Le nozze di Figaro“. Il museo Casa di Mozart si estende ora su ben sei piani per una superficie complessiva di 1.000 metri quadrati, dedicati al genio del compositore ma anche ad illustrare la sua vita, la sua famiglia, i suoi amici e i suoi nemici nella Vienna del tardo barocco.

Mozarthaus, Domgasse 5, linee U1 e U3 fermata Stephansplatz

itinerario

Il nostro itinerario ha inizio nell’ALBERTINA PLATZ, davanti all’Ufficio del Tourist info di Vienna, piazza su cui si affaccia anche il MUSEO DELL’ALBERTINA.

Per chi vuole tuffarsi subito a capofitto nel mondo di Mozart, l’Albertina ha allestito quest’anno una mostra che presenta la vita e le opere di Mozart, i suoi viaggi e i suoi contemporanei, le sue idee che si sono ripercosse fino ad oggi, a cura del Da Ponte Institut, così chiamato a ricordo di Lorenzo da Ponte, librettista delle opere di Mozart “Le Nozze di Figaro”, “Don Giovanni” e “Così fan tutte”. La mostra, tenuta nello splendido palazzo classicistico degli Asburgo, ospita preziose opere d’arte ed installazioni virtuali: il bambino prodigio, il massone, il genio, il cliché della “Mozartkugel” nonché la gioia di sperimentare nel campo dell’arte, dell’architettura e della scienza e temi riguardanti la morale, la sessualità e le utopie sociali.

La collezione d’arte grafica dell’Albertina fu fondata nel periodo in cui visse Mozart e vi insegnò in seguito Ludwig Ritter von Köchel, che catalogò tutte le opere di Mozart realizzando il famoso catalogo Köchel (nome dal quale deriva la K che precede la numerazione delle opere di Mozart).

Albertina, Albertinaplatz 1, Metro, tram e bus Karlsplatz/Oper Tutti i giorni 10-18, mercoledì 10-21

Dall’Albertinaplatz ci si muove verso il NEUER MARKT, dove si trovano l’Hotel Sacher e il Café Mozart, ideale punto per una dolce sosta tipicamente viennese. Sul Neuer Markt si trovava anche un teatro, il Kärntner Tor Theater, dove Mozart venne a suonare da bambino durante una delle sue tournée. Il Neuer Markt era la zona della città dove Mozart era di casa quando visse qui, ma non lasciatevi ingannare: gli edifici che vedete sono recenti, perché quelli originali della piazza sono andati distrutti nel corso di un bombardamento nel 1945.

A Vienna Mozart si ingegnò sempre nella ricerca di una sicurezza economica; sempre sul Neuer Markt si trova anche l’Hotel Ambassador, un tempo Casinò; ai tempi di Mozart era invece una sala per concerti dove Mozart stesso venne a suonare; era tanto famoso e richiesto che una volta ottenne addirittura 300 Gulden per un solo concerto’, una cifra enorme se si pensa che l’affitto di un appartamento per un anno si aggirava a quei tempi intorno ai 230 Gulden. Ma, nonostante i lauti guadagni, c’è anche da dire che Mozart e la moglie Costanze spendevano molto, soprattutto perché Mozart teneva moltissimo all’apparenza: si racconta che un giorno, dopo aver visto lo splendido vestito di un aristocratico con i bottoni in pietre preziose, se ne volle far fare uno uguale spendendo una cifra esorbitante. Quando aveva bisogno di soldi e i suoi concerti non riuscivano a coprire le spese, si rivolgeva ai suoi protettori per avere dei prestiti.

Se volete fare una piccola deviazione “temporale” e immergervi nella Vienna imperiale, date un’occhiata alla KAISERGRUFT, la CRIPTA DEGLI IMPERATORI, sempre sul Neuer Markt: detta anche Cripta dei Cappuccini perché si trova sotto la chiesa de cappuccini, costruita tra il 1622 e il 1632, la cripta era riservata ai membri della famiglia regnante dell’Austria, la casa d’Asburgo (e Lorena), i cui defunti vengono sepolti nella cripta fin da 1633. Riposano qui, nella loro ultima dimora, 146 nobili, fra cui 12 imperatori e 19 imperatrici. La prestigiosa bara doppia per Maria Teresa ed il suo consorte, l’imperatore Francesco I Stefano di Lorena, opera di Balthasar Ferdinand Moll, è di gran valore artistico. In confronto, la bara del figlio Giuseppe II è molto semplice. L’ultimo imperatore qui sepolto è Francesco Giuseppe I (1916). La cripta viene curata dai patri cappuccini. I cuori degli Asburgo furono invece conservati dal 1654 al 1878 nella Cripta dei Cuori della Chiesa degli Agostiniani.

Kaisergruft (Cripta degli Imperatori), Neuer Markt 1, linee U1 e U3 fermata Stephansplatz

L’itinerario prosegue ora attraversando la KÄRNTNER STRASSE, la grande arteria dello shopping viennese, dove potete inserire un diversivo dando un’occhiata alle elegantissime vetrine. Attraversata la Kärntner Strasse, proseguite poi nella HIMMELPFORTGASSE, dove vi aspetta il luogo ideale per una breve sosta a metà percorso: il Caffè Frauenhuber (Himmelpfortgasse 6), ancora oggi uno dei caffè/salotto più belli di Vienna. Al primo piano di questo edificio Mozart suonò 2 volte, nel 1788 e nel 1791.

la morte di mozart

Mentre stava lavorando al suo famoso “Requiem”, Mozart si ammalò: attacchi di febbre e sintomi di paralisi lo misero a dura prova, finché morì il 5 dicembre 1791 all’età di 35 anni, assistito fino alla fine, contrariamente a quanto a volte si è sentito dire, dalla moglie Costanze. La casa dove morì, nella RAUBENSTEINGASSE, non esiste più: per ritrovare il punto preciso dove sorgeva prendete come punto di riferimento il centro commerciale Steffl, e lì accanto una targa ricorda il luogo dove sorgeva la casa in cui Mozart morì.

Se tempi e luoghi sono certi, quello che è ancora circondato da un’aura di misteri e sospetti è come morì. Il referto medico parlò di febbre alta e brividi, ma subito dopo la morte iniziarono a circolare voci diverse:

  • Si disse che Mozart morì avvelenato da uno dei mariti delle donne con cui aveva una relazione, oppure che fu avvelenato da uno degli amanti della moglie Costanze (era abbastanza normale per quei tempi avere degli amanti)
  • Secondo altre voci, Mozart fu avvelenato da Antonio Salieri, il musicista e compositore più famoso a Vienna fino all’arrivo di Mozart; l’episodio non è mai stato dimostrato storicamente, anche se ripreso dal famoso film Amadeus, e le dicerie si basavano piuttosto sulla forte rivalità, quella sì certamente vera, tra i due musicisti, che si scambiarono anche accuse di plagio (resta il sospetto che in qualche caso fu proprio Mozart a copiare Salieri)
  • 10 anni dopo, alla riesumazione del copro, si disse che il suo teschio fosse stato trovato rotto, e si parlò quindi di una morte dovuta a una caduta, forse avvenuta in stato di ubriachezza
  • nel corso degli anni si parlò anche di un possibile avvelenamento da mercurio, che si prendeva a quei tempi in piccole dosi per curare la sifilide, che Mozart aveva in effetti contratto
  • girò anche la voce che nella fine di Mozart fossero coinvolti i Freimaurer, una loggia massonica di cui Mozart era entrato a far parte nel 1784; in effetti ai massoni non piacque per nulla l’opera “Le nozze di Figaro”, anche se non è mai stato chiaro il motivo, forse perché contravveniva in qualche modo alla regola secondo cui gli affiliati alla loggia non potevano parlare né di politica né di religione; il Figaro ebbe in effetti scarso successo a Vienna mentre ebbe un’ottima risposta di pubblico quando fu rappresentato a Praga; tuttavia nemmeno questa ipotesi è mai stata dimostrata storicamente
  • Oggi, tuttavia, l’ipotesi più credibile è che Mozart sia morto per una febbre reumatica, per la quale aveva anche subito un salasso un paio di settimane prima, in cui gli erano stati tolti ben due litri di sangue!

Siccome la casa in cui viveva Mozart nel momento della sua morte faceva parte dell’area che costituiva la parrocchia del DUOMO DI SANTO STEFANO, fu proprio nel Duomo che ebbe luogo la cerimonia funebre, ricordata anche da una targa affissa proprio quest’anno all’interno del Duomo (la targa ricorda anche il matrimonio con Costanze e il battesimo di due loro figli, tutti avvenuti qui). La bara, lasciata aperta fino alle 18 del 6 dicembre, venne chiusa poco prima del servizio funebre, a cui assistette la moglie. Dopo la cerimonia la bara venne caricata su un carro e trasportata al cimitero per essere tumulata, trasporto che poteva avvenire per legge solo dopo il tramonto, perché la vista dei feretri non deprimesse i cittadini di Vienna. Altra voce da sfatare: non è vero che la moglie non assistette alla tumulazione della salma nel cimitero perché era già con il suo amante, semplicemente a quei tempi non si usava accompagnare i defunti in corteo fino al cimitero, ma solo alla cerimonia in chiesa. Mozart venne sepolto, secondo le usanze del tempo, in una tomba a pozzo senza croce, insieme con altri quattro o cinque morti nel piccolo CIMITERO DI ST. MARX nella Leberstrasse, allora fuori città. Oggi, il cimitero si raggiunge facilmente dal centro in venti minuti (metropolitana U3, direzione Simmering, fermata Landstrasse, e da lì l’autobus 74/A). La tomba di Mozart, o meglio quella che si presume essere la tomba di Mozart, è caratterizzata da un monumento con un angelo eretto solo inseguito con pezzi di recupero e si trova a sinistra del viale principale. Ora il cimitero di St. Marx è sotto la protezione dei Beni Culturali: sono rimaste poche tombe e il suo aspetto è decisamente più vicino a quello di un parco ben curato; il cimitero è famoso soprattutto per le tombe in stile Biedermeier, molto elaborate.

A tempi di Mozart i corpi venivano lasciati sotto terra solamente per dieci anni, poi venivano riesumati per trasferire le ossa negli ossari, più piccoli. In occasione della riesumazione, era abitudine far incidere sul teschio, in maniera molto elaborata ed elegante, il nome del defunto. A chi non si lascia intimorire da una vista un po’ macabra, consigliamo una visita al NATURHISTORISCHES MUSEUM (Museo si Storia Naturale, Maria-Theresien-Platz 1, tutti i giorni tranne martedì 9-18.30, mer. 9-21, linee U2 e U3 fermata Volkstheater), che raccoglie ben 40.000 teschi di diverse epoche e provenienza, conservati però in una sezione aperta al pubblico solamente in occasione di speciali visite guidate (per il momento la visita della sezione "Osteologische Sammlung" è prevista in concomitanza con la visita guidata del tetto, che si svolge il mercoledì alle 17.00 e alle 18.30 e la domenica alle 14.00 e alle 16.00 in tedesco, la domenica alle 15.00 in inglese). Il teschio di Mozart, tuttavia, non è conservato qui, ma è andato perso, o meglio: ci sono periodiche “rivendicazioni” sulla scoperta del vero teschio di Mozart. Quello che con maggior probabilità si ritiene essere il teschio appartenuto a Mozart si trova ora a Salisburgo, dove è stato sottoposto, nel 2005, alla prova del DNA per cercare di stabilire una volta per tutte la sua autenticità: l’analisi comparativa, svolta sulle ossa di due lontani parenti di Mozart in mancanza dell’autorizzazione ad esumare il corpo della sorella, non ha però dato risultati certi, né in un senso né nell’altro.

Il manoscritto del Requiem, lasciato incompleto alla morte di Mozart e in seguito portato a termine dal suo allievo Franz Xaver Süssmayr su richiesta della vedova, è conservato alla ÖSTERREICHISCHE NATIONALBIBLIOTHEK di Vienna, la BIBLIOTECA NAZIONALE AUSTRIACA (Palazzo Imperiale, mar.-dom. 10-18, gio. 10-21) ma è mancante di un angolo, rubato durante l’Esposizione Universale del 1958 a Bruxelles; da allora, questo pezzo è uno dei più ricercati sul mercato nero dei collezionisti privati.


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