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Altstadt Vienna
Vienna & dintorni di Vienna - Vienna e dintorni
Ideale per * Arte e cultura
Arredamento
L’arte dell’ospitalità di Otto E. Wiesenthal
Ho sempre sognato di gestire un hotel nel quale potere albergare la mia ampia
collezione d’arte. Nel 1991 ho potuto realizzare il mio sogno. La casa patrizia
della “Gründerzeit” nel distretto artistico Spittelberg di Vienna, vicino al
quartiere dei musei, è stato trasformato in un hotel con 24 stanze e
suites. Con la collaborazione di diversi disegnatori come POLKA, Wittmann, Vitra
e Matteo Thun oggi l’Altstadt Vienna dispone di 42 camere, suites e junior
suites, che sono tutte squisitamente arredate ed ognuna ha un suo proprio tocco
personale. Nessuna è uguale all’altra!
Il mio dogma:
Costruire un posto dove posso sentirmi come a casa e nel quale ho voglia di
trascorrere il mio tempo.
La mia filosofia è basata su 3
componenti: sostenere artisti giovani, offrire un servizio straordinario per i
miei ospiti, e creare un fondamento per una buona qualità di vita per i miei
collaboratori. Questa è la mia idea dell’arte dell’ospitalità.
Ci siamo andati nel 2006 se non sbaglio, per fare uno shooting al
progetto appena realizzato da Matteo Thun, un ampio salone corridoio da cui si
accedeva a 8 camere e una suite. Sono stata subito colpita dalla potenza della
scenografia. Il design, sensuale e raffinato insieme, s’ispirava agli stilemi
del Fin de Siècle, al mondo fatto di eleganti caffè, salotti, cabaret, sale da
concerto, fastosi ricevimenti, ideali di una certa borghesia, impersonati dalla
bellissima Josephine Mutzenbacher, nota “escort “della metropoli
asburgica, tra frivola spensieratezza e morboso decadentismo. Ho pensato a
quanto potesse essere moderna e attuale l’atmosfera d’altri tempi, creata ad
arte attraverso analogie e richiami simbolici. Ricordo bene la suite, dove ho
dormito. Grandi spazi che suggerivano l’idea del lusso.
Pareti rigate nei
toni dark del grigio, colore scuro del parquet in rovere brunito, divano e
poltrona di pelle marrone facevano contrasto con il bianco della scritta sul
tappeto ai piedi del letto, con il candore della vasca da bagno free-standing su
una pedana sopraelevata che faceva pensare a un palcoscenico. Mentre un grande
lampadario dalle trasparenze scintillanti sembrava dare inizio a una
festa.
Nulla che facesse pensare alla hall o alla reception di un albergo,
che in realtà si scopre al primo piano, aperta una porta d’ingresso che sembra
di una casa privata dall’allure nobiliare. Un albergo esclusivo con allora 42
camere, tutte diverse tra loro o quasi, distribuite su 5 piani, nato negli anni
90 dall’intuizione di Otto Wiesenthal, conosciuto durante la nostra permanenza,
un alto dirigente del settore bancario e dell’industria che ha voluto creare un
punto d’incontro del bel mondo della cultura, dell’arte, della musica,
dell’architettura. Piacevoli la zona per le colazioni e il rosso salone
all’inglese con camino sempre acceso dove il tea time con torta dura dalle 4
alle 7.
La casa era in origine il palazzo cittadino di un ricco industriale
della monarchia austriaca e ungarese. Era il possessore di una delle più grandi
fattorie di prodotti sanitari e usava il palazzo anche per espositare i suoi
prodotti. Nel corso del tempo furono costruiti HALLEN di fabbrica nel cortile
della casa, che furono ricostruite come Loft. La casa dispone di un’architettura
molto impressionante, perché era la prima casa che fu costruita in cemento
armato (Stahlbetondecken).
Negli anni 50 l´albergo era una pensione. Negli
ultimi anni prima dell´apertura dell´albergo Altstadt Vienna, la casa fu abitata
da emigranti russi che aspettavano il permesso di emigrare negli Stati Uniti,
Canada o Israele.
Nel 1991 l´edificio fu ristrutturato da Otto Ernst
Wiesenthal. E così è nato’albergo Altstadt Vienna con 24 camere ed appartamenti.
Wiesenthal ha lavorato come manager n
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